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Come ottenere una pianta di cannabis dalle cime grandi e saporite

Ottenere delle cime di cannabis grosse e saporite è la prerogativa del bravo Grower che grazie a preparazione e pazienza riesce a ricavare il massimo dai suoi semi di cannabis. Un guida semplice che ha lo scopo di eliminare le cattive abitudini e instaurarne delle nuove. Buona lettura:

Bongae Cime saporite

Chi l’ha detto che le dimensioni non contano? Il sogno di ogni coltivatore di cannabis è trovarsi tra le mani a fine raccolto cime giganti. Purtroppo sappiamo che spesso i sogni non si avverano… molti di noi hanno spesso avuto a che fare con infiorescenze grandi come pop-corn e decisamente poco avvenenti. Come fare ad assicurarsi cime XL? Ecco una serie di accortezze che vi aiuteranno ad avere un raccolto invidiabile in termini di dimensioni.

Ci sono tanti modi per massimizzare la crescita dei fiori di cannabis ma in generale il segreto è limitare al massimo gli stress per la pianta in ogni fase di crescita. Le tecniche applicabili per far crescere tranquilla la vostra pianta sono davvero molte e variano anche in base alla varietà vegetale e soprattutto alla tecnica scelta per la coltivazione. In questo articolo vi daremo qualche consiglio fondamentale riguardante le piante in crescita indoor e outdoor che vi aiuteranno ad aumentare le vostre chance di avere un raccolto soddisfacente. Ovviamente in tutto questo è necessario precisare che l’utilizzo di prodotti chimici per “pompare” artificialmente i vostri fiori è altamente sconsigliabile, perché cime giganti ma dall’aroma sgradevole e magari anche nocive per la salute non servono davvero a nulla.

Ecco qualche perla di saggezza per realizzare il vostro sogno di avere piante di cannabis con cime grandi!

Scegliere genetiche di qualità e adatte all’ambiente colturale

Partire dalla scelta del seme è il primissimo passo per avere un buon raccolto. Oggi sono disponibili genetiche eccellenti fornite da banche del seme professionali e molto conosciute. Volete partire con il piede giusto? Puntate tutto su semi femminilizzati di ottima qualità e non sperimentate se non siete disponibili ad andare alla cieca. Ovviamente nella vostra valutazione dovrete essere anche certi che la pianta selezionata sia adatta alla tecnica di coltura da voi prescelta e all’ambiente di crescita nella quale dovrà svilupparsi.

Assicurare il giusto nutrimento

Proprio come per gli umani anche le piante hanno bisogno di cibo per sopravvivere e questo deve variare in quantità e qualità durante le varie fasi della vita. Un neonato non può mangiare un hamburger e allo stesso tempo un adulto non può campare di latte… dovrete tenere presente tutto ciò quando vi accingete a programmare “l’alimentazione” della vostra pianta. Per non fare danni tenete presente che la sovralimentazione e la carenza di nutrimento fanno entrambe danni, quindi non agite a sentimento ma perseguite una dieta ben bilanciata studiando fase per fase le esigenze della pianta di cannabis. Di base sappiate che per massimizzare la futura crescita dei fiori dovrete prediligere integrazioni ricche di azoto durante la fase vegetativa; una volta comparsa la cima l’azoto risulterà meno utile e invece sarà il momento di incrementare i livelli di fosforo.
Se coltivate a terra è una buona idea pensare all’utilizzo di un compost naturale, ad esempio compost biologico, che aiuta a creare un ambiente propositivo alla crescita della cannabis senza però risultare troppo invasivo e alimentando lo sviluppo di una microflora benefica di protozoi, batteri, nematoidi in grado di limitare gli stress esterni.

Cercare l’illuminazione perfetta

Una pianta che ottiene tanta luce naturale in sistemi outdoor sarà una produttrice di cime generose, questo è scontato. Non potrete governare il clima ma sarete in grado di scegliere la stagione migliore per piantare in base alla genetica scelta e alla vostra sede geografica. Oltre a questo vi consigliamo di assicurare una buona esposizione ai raggi solari e un distanziamento corretto alle vostre piante perché non si sottraggano luce a vicenda.

Per chi invece progetta una coltivazione indoor è necessario organizzare un impianto ben fatto che assicuri il giusto apporto di luce (solitamente tra i 400W e 600W) e che abbia il giusto distanziamento lampada-pianta. Infatti posizionare le luci troppo vicine alle piante potrebbe sviluppare talmente tanto calore da seccare l’aria e bruciare le cime (a meno che non utilizziate led freddi). Le piante che necessitano cicli notte-giorno non devono essere perennemente illuminate o verrebbero assolutamente stressate da questa rottura di schema per loro innaturale, inoltre potrebbe essere buona cosa selezionare lampade dal giusto colore per le diverse fasi di crescita, ad esempio quelle aranciate stimolano la fase di fioritura.

Sperimentare il training a zero stress

Avrete capito che come una madre premurosa e saggia dovrete far crescere la vostra cannabis sotto la vostra guida ma lasciandole un po’ di naturale libertà. Il training è un processo che guida la crescita fisica della pianta nella direzione che preferiamo senza però crearle traumi.

Volete piante ordinate e ben disposte? È il training a farvele ottenete con stratagemmi di sostegno e condizionamento dei fusti. Ma c’è tecnica e tecnica per governare lo sviluppo di rami, una troppo invasiva potrebbe creare un grosso stress alla pianta e portare ad una scarsa crescita dei fiori. Quindi quando potate senza pietà, posizionate reti, o usate griglie per imbrigliare le piante ricordate che un intervento estremo potrebbe fare molti danni. Il low stress training non prevede potature né gabbie ma una serie di legature per migliorare il posizionamento della pianta per avere migliore illuminazione e circolazione dell’aria. L’idea è rompere la dominanza apicale e fare sì che anche le parti sottostanti della pianta possano godere di posizione privilegiata e quindi crescere virtuose e sane (magari generando grossi fiori).

Essere saggi nella potatura

La potatura può essere un’arma a doppio taglio che dovrete utilizzare con molta, anzi moltissima cautela se siete alle prime armi. Se avete a che fare con una pianta sana vi consigliamo di affrontare la cosa con grande moderazione, limitandovi alla recisione delle foglie più basse che tolgono luce alle cime inferiori. Però se volete a tutti i costi ottenere delle infiorescenze belle grandi sacrificando la quantità per la qualità potreste decidere per un intervento un po’ più decisivo e concentrare le energie della pianta sui fiori alti asportando quelli minori. Infatti avere tanti siti di fioritura può portare alla nascita di numerose cime pop corn (piccole e poco compatte), le cime apicali sono invece quelle che hanno maggiori possibilità di crescita, quindi dirottando su di loro le risorse della pianta darà certamente ottimi risultati in termini di dimensioni e qualità.

6 commenti

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