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Dove è legale la cannabis e in quali Stati non lo è ancora ?

Parlare della cannabis legale nel mondo comporta un distinguo fondamentale tra uso agricolo, uso medico ed uso ricreativo.

Il primo prevede in Italia e in altri Paesi il consumo, la produzione e il commercio di Cannabis sativa L., una varietà di marijuana accuratamente selezionata per non provocare effetti stupefacenti anche se ingerita o inalata.

Tale tipologia di canapa, chiamata cannabis light, contiene dunque bassissime quantità di THC e un’elevata percentuale di CBD (cannabidiolo). Viene generalmente utilizzata per ridurre l’impatto ambientale in agricoltura, produrre forniture industriali, artigianali ed alimentari e tanto altro ancora.

L’impiego medico prevede, in Italia, l’utilizzo di Cannabis FM-2 (con THC compreso tra il 5 e l’8%  e CBD compreso tra 7,5% e 12%) e Cannabis FM-1 (con THC compreso tra il 13 e il 20,0% e CBD inferiore all’1%), varietà prodotte presso lo Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze.

Il terzo uso principale della cannabis, quello ricreativo, si affida agli alti contenuti di THC: gli effetti che derivano dal consumo di marijuana a alti contenuti di THC dipendono tanto dal tipo di canapa (sativa o indica) quanto da fattori soggettivi. Generalmente noto come “fattanza”, il consumo di cannabis a scopo ricreativo è quello ancora soggetto ad un forte proibizionismo.

In realtà anche la marijuana legale in Italia, dunque la tipologia light, viene spesso utilizzata a scopo ricreativo.

Il motivo è semplice: il CBD in essa contenuto presenta proprietà rilassanti, antinfiammatorie e calmanti. Inoltre il gusto è il medesimo della cannabis ad alto contenuto di THC.

Dunque l’erba legale è molto apprezzata nonostante non provochi effetti psicotropi (grazie al bassissimo contenuto di tetraidrocannabinolo).

Ma ora parliamo della marijuana nel mondo: dove è legale e dove, invece, è proibita?

La legalizzazione completa della cannabis, sia a scopo ricreativo che a scopo medico, interessa al momento pochi Paesi:

  • il Canada ne ha reso legale la vendita e il consumo a scopo ricreativo il 17 ottobre 2018;
  • in Uruguay la marijuana è diventata legale a partire dal 2013: qualsiasi maggiorenne, previa iscrizione ad un apposito albo consumatori, può farne liberamente uso;
  • negli Stati Uniti, nonostante sia illegale a livello federale, il consumo e la vendita di cannabis a scopo ricreativo è legale in alcuni stati quali Oregon, Nevada, California, Alaska, Washington, Colorado e Columbia;
  • il Bangladesh è sprovvisto di una apposita legge, per cui il consumo, la produzione e la vendita di marijuana risulta essere completamente legale.

Vi sono inoltre alcuni Paesi in cui la canapa legale… lo è solamente in parte. Ecco quali:

  • L’Olanda, famosa in tutto il mondo come il paese dei coffee shop, è stata la prima a introdurre una politica tollerante verso i consumatori di cannabis (1° gennaio 2001). Tuttavia la tolleranza si limita ai coffee shop, al di fuori dei quali la marijuana continua ad essere considerata illegale e la detenzione di una quantità superiore ai 5 grammi è considerata reato.
  • La Spagna adotta misure non dissimili da quelle olandesi, legalizzando l’uso e la vendita di cannabis unicamente in alcuni locali appositi.
  • In Portogallo, invece, è legale il possesso ma è vietata la compravendita.
  • In Repubblica Ceca è vietata la vendita, mentre l’uso e la coltivazione personale sono generalmente tollerati fino ad un massimo di 15 grammi.
  • In Germania l’uso personale è consentito, mentre viene comunque considerata illegale la compravendita.
  • Nella maggior parte dei Paesi dell’America Latina il possesso e l’uso non sono affatto illegali, ma vengono penalizzati aspetti e pratiche particolari: in Cile è perseguitato l’uso di gruppo, in Messico l’uso e la coltivazione sono illegali a meno che non si ottengano permessi speciali, in Brasile vi è una netta distinzione tra trafficanti e consumatori, etc.
  • In altri Paesi, quali India e Giamaica, l’uso è consentito solo per scopi religiosi.
  • In altri Paesi ancora, ad esempio l’Italia, il Paraguay e l’Australia, il consumo ricreativo di marijuana è stato soggetto a forti depenalizzazioni pur restando illegale. Il consumo medico, con prescrizione, è invece consentito e la coltivazione di canapa light è ampiamente praticata.

 

Diversi Paesi nel mondo continuano a considerare la marijuana completamente illegale e la cannabis non è reperibile se non nei canali di diffusione del mercato nero.

In questi Stati il possesso di cannabis, anche se in quantità minime, rappresenta un reato ed è più o meno duramente punito:

  • In Giappone tutti i preparati contenenti THC sono illegali dal 1948: i severi controlli e le campagne di sensibilizzazione civile impediscono il formarsi di una cultura underground della cannabis;
  • In Israele anche il semplice uso medico è soggetto a strette regolamentazioni e a controlli individuali del Ministero della Sanità;
  • In Nuova Zelanda la cannabis, sia light sia a scopo ricreativo è completamente illegale;
  • In Croazia sono previste severe multe anche per il possesso di quantità inferiori ad un grammo. La coltivazione e la vendita, invece, sono puniti con la detenzione per periodi variabili dai 3 ai 15 anni di carcere;
  • In Romania, similmente, lo spaccio e il possesso di quantità modeste prevedono il carcere;
  • In Belgio, nonostante il confine con l’Olanda, la cannabis rimane illegale in tutte le forme;
  • In Polonia è completamente illegale, e si prevedono pene dai 3 ai 10 anni di detenzione;
  • In Francia la cannabis è considerata illegale e sono previste pene molto severe per il possesso e il consumo nonostante si tratti di uno dei paesi europei in cui la ricerca sulla cannabis light è all’avanguardia;
  • In Inghilterra, allo stesso modo, la cannabis continua ad essere considerata completamente illegale;

La situazione nei restanti Paesi che non sono stati citati è fortemente paradossale: in numerosi paesi dell’Africa, infatti, nonostante la cannabis sia considerata illegale, la produzione, il consumo e il commercio di marijuana non ha precedenti a causa di una forte instabilità politica.

Situazione non dissimile caratterizza altre nazioni del Medio e dell’Estremo Oriente, molti dei quali famosi anche e soprattutto per la qualità e la purezza dei derivati della produzione di cannabis, come ad esempio il Pakistan.

Marijuana legale in Italia

In Italia la coltivazione di cannabis sativa è regolamentata dalla legge 242/2016, in vigore dal 14 gennaio 2017.

Tale legge permette la coltivazione ed il commercio di canapa per diversi scopi, tra cui quello agricolo, quello alimentare e didattico. In realtà, però, non ne proibisce gli altri usi non citati, tra cui quello ricreativo.

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